Giovanni Martini - Merita un Cenno: Una misura che nessuno aveva chiesto (2026)
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Nel 1983, all'Assessorato alla Sanità della Provincia di Trento, un dirigente si affaccia alla porta di un funzionario chino su un terminale e gli chiede, in dialetto: «Cossa fat, zughet?», che cosa fai, stai giocando? Il funzionario è l'autore, e quello che guarda sono i ricoveri ospedalieri di tutta la provincia di Trento. Da lì comincia la storia di una misura. Fra il 2002 e il 2007 il suo Servizio prova a vedere ciò che i dati sanitari di solito non mostrano: che anche in un'«isola felice», ricca e ben amministrata, le persone con meno istruzione si ammalano di più e muoiono prima. Un gruppo di lavoro nato per delibera e sciolto dopo un anno, un epidemiologo che lavora a Londra, un risultato netto: 83 morti ogni 100 attesi nelle zone più istruite, 127 in quelle meno. Il sistema viene pubblicato, riconosciuto dall'assessore, e non sarà mai aggiornato. La stessa sorte tocca ai Piani sanitari scritti e mai votati, mentre un altro progetto nato nello stesso Servizio, la cartella clinica del cittadino, diventa un servizio usato ogni giorno. Nel 2008 un documento ufficiale dedica alla misura una riga sola, ed è da quella riga che il libro prende il titolo. Dal progetto con l'OMS del 1995 alla rivista Punto Omega, dalla deriva verso gli stili di vita alla legge del 2010, il libro segue che cosa succede a una misura che nessuno ha chiesto, e perché a un progetto, per decollare, servano delle condizioni, o forse delle coincidenze.