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Per non dimenticare l'ORRORE
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24 gen 2019, 22:17
Per non dimenticare l'ORRORE....
A volte ritornano

C’è un paio di scarpette Rosse

di Joyce Lussu



C’è un paio di scarpette rosse

numero ventiquattro

quasi nuove:

sulla suola interna si vede

ancora la marca di fabbrica

“Schulze Monaco”.



C’è un paio di scarpette rosse

in cima a un mucchio

di scarpette infantili

a Buchenwald.



Più in là c’è un mucchio di riccioli biondi

di ciocche nere e castane

a Buchenwald.

Servivano a far coperte per i soldati.

Non si sprecava nulla

e i bimbi li spogliavano e li radevano

prima di spingerli nelle camere a gas.



C’è un paio di scarpette rosse

di scarpette rosse per la domenica

a Buchenwald.

Erano di un bimbo di tre anni,

forse di tre anni e mezzo.

Chi sa di che colore erano gli occhi

bruciati nei forni,

ma il suo pianto

lo possiamo immaginare,

si sa come piangono i bambini.



Anche i suoi piedini

li possiamo immaginare.

Scarpa numero ventiquattro

per l’eternità

perché i piedini dei bambini morti

non crescono.



C’è un paio di scarpette rosse

a Buchenwald,

quasi nuove,

perché i piedini dei bambini morti

non consumano le suole…

-Shoah--

Uomini, donne, bimbi e vecchietti

tutti portati via lontano, lontano,

su treni lunghi, lunghi, su vaporetti.



Stretti, stretti sognavamo un destino differente

molto diverso da quello presente.

Portati via, lontano, lontano.



Uomini, donne, bimbi e vecchietti…

di noi restò soltanto

il fumo nero dei caminetti.




Assenza fatale

Un giorno Dio si assentò dalla Terra
per trascorrere interminabili anni di vacanze…
lasciando che il disordine degli eventi si manifestasse.
Le nubi oscurarono la luce dei cuori… e si scatenò l’inferno.
Campi di grano di spighe vuote inondati di sangue
di fiori morti… dai rigogliosi sprezzi e copiosi odi.
Coglievan le bestie a piene mani le vite innocenti
tra sordi e ciechi… e indifferenti macere coscienze.
Invano la Terra implorava pietà!
ma fu… la catastrofe dei popoli e dei valori umani.
Dio tornò e urlò alle genti… vergogna!
Marchiando l’uomo a bestia per sempre… e pianse.
Inondando la Terra di colpose lacrime per esser mancato…
e tornò alla luce, pian piano… la pace in Terra e nei cuori.

Marco Spyry

“Nel bosco di Mauthausen non cantano piu’

gli uccelli”





Attenzione!!
Tutti i libri sull'ORRORE DEL NAZISMO che verranno ripostati in questi giorni saranno accessibili a tutti

Stai guardando "Per non dimenticare l'ORRORE" Grazie

Stai guardando Per non dimenticare l'ORRORE!. Questo contenuto appartiene alla categori Libreria ed è stato aggiunto il 24-01-2019, 22:17. Oltre il Paradiso.
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  1. vérité
    véritévérité
    28 gennaio 2019 15:33
    Lettera alla sposa

    Nei mondi taciturni della profondità muta
    il silenzio urla nel mio orecchio, lancio un grido,
    ma non può rispondermi nessuno dalla distante
    Serbia svenuta in guerra
    e tu sei lontana. La tua voce intreccia il mio sogno –
    e di giorno la ritrovo di nuovo nel mio cuore-
    dunque taccio, mentre mi ronzano attorno ritte
    tante felci orgogliose dal tocco fresco.

    Non so più quando potrò vederti di nuovo,
    tu che eri certa e pesante come il salmo,
    e bella come la luce, bella come l’ombra,
    colei che ritroverei anche da cieco e muto,
    ora ti nascondi nel paesaggio e affiori dall’interno
    nei miei occhi, è così che ti proietta la mente;
    eri realtà, e sei diventata di nuovo sogno, ricadendo nel pozzo dell’adolescenza
    ti interrogo geloso, mi ami?

    Un giorno alla fine della mia giovinezza
    sarai la mia sposa, spero di nuovo-
    torno in me,
    so che lo sei. Sposa e amica-
    solo sei lontana. Oltre tre confini selvaggi.
    E sta già arrivando l’autunno. Anche l’autunno mi dimentica qui?
    Dei nostri baci il ricordo è più acuto;

    avevo creduto nei miracoli e ho dimenticato i loro giorni,
    squadre di bombardieri sfilano sopra di me;
    stavo ammirando nel cielo l’azzurro dei tuoi occhi,
    ma s’è annuvolato, e le bombe in alto dagli aerei
    avevano voglia di precipitare. Vivo contro di loro-
    e sono prigioniero. Ho ponderato tutto quello in cui spero,
    ciò nonostante so che ti ritroverò,
    ho percorso per te la lunghezza interminabile dell’anima-,

    e strade di paesi; se serve con una magia attraverserò
    braci di porpora, fiamme che precipitano, ma tornerò;
    se serve sarò coriaceo, come il callo sull’albero,
    mi tranquillizza la calma degli uomini selvaggi
    che vivono nei guai e in pericolo costante,
    aspirando alle armi e al potere,
    e come un’onda fredda
    mi cade addosso il buon senso del 2 x 2.

    Miklós Radnóti
    Lager Heideman sulle montagne di Zagubica, 1944
  2. shhhh
    shhhhshhhh
    28 gennaio 2019 17:05
    Quote: vérité
    Lettera alla sposa
    Miklós Radnóti
    Lager Heideman sulle montagne di Zagubica, 1944


    Merci Vérité, je ne connaissais pas le poète.
    Merci pour vos commentaires.
    kissing_heart
  3. vérité
    véritévérité
    28 gennaio 2019 17:22
    Quote: shhhh
    Quote: vérité
    Lettera alla sposa
    Miklós Radnóti
    Lager Heideman sulle montagne di Zagubica, 1944


    Merci Vérité, je ne connaissais pas le poète.
    Merci pour vos commentaires.
    kissing_heart


    Merci à vous
    smile
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