Francesco Ferretti - Portella della Ginestra: La festa sotto il fuoco (2026)

Un dossier di circa 100 pagine: il caso completo, da leggere in una sera.
Il 1° maggio 1947, a Portella della Ginestra, sopra Piana degli Albanesi, centinaia di braccianti con le loro famiglie salirono sul pianoro per la prima festa dei lavoratori della Repubblica. Dalla montagna partirono raffiche di mitra. Morirono uomini, donne, ragazzi e una bambina. È considerata la prima strage dell’Italia repubblicana, ed è ancora oggi una delle più discusse.
Che cosa accadde quella mattina?
Il libro ricostruisce la giornata a partire dal voto regionale di meno di due settimane prima, che aveva fatto del Blocco del Popolo la prima forza dell’isola. Racconta la lettera che il bandito Salvatore Giuliano lesse e bruciò, i cacciatori presi in ostaggio sul monte Pelavet, i colpi scambiati per mortaretti e i testimoni che indicarono altre postazioni di tiro. Segue la reazione dello Stato: il ministro dell’Interno escluse subito ogni movente politico.
Chi erano le vittime?
Una madre di sei figli, contadini, ragazzi che non avevano ancora sedici anni, una bambina di San Giuseppe Jato. Ognuno ha qui un nome e una storia, raccontata anche con la voce di chi sopravvisse.
Che cosa venne dopo?
L’estate degli assalti alle Camere del lavoro. Un confidente ucciso in un agguato dei carabinieri. La fine di Giuliano nel cortile di Castelvetrano e la versione ufficiale smontata da un giornalista. Il processo di Viterbo, con le accuse del luogotenente Gaspare Pisciotta ai politici, mai provate e respinte dai giudici. Infine il caffè alla stricnina che lo uccise all’Ucciardone prima che potesse parlare.
Che cosa resta aperto?
Chi scrisse la lettera? Si sparò soltanto dal Pelavet? Perché i confidenti della polizia presenti a Portella furono uccisi poche settimane dopo? Il libro distingue con cura la verità giudiziaria, le testimonianze e le ipotesi degli storici, senza emettere verdetti.
Perché fidarsi di questo dossier
Nessun dialogo inventato, ogni fatto verificato. Le fonti sono gli atti del processo di Viterbo, le relazioni della Commissione antimafia, le cronache dell’epoca, gli studi storici e le testimonianze dei sopravvissuti. Dove le fonti non concordano, il libro lo dice.
In appendice: una cronologia ragionata con tutte le divergenze tra le fonti, l’elenco dei morti In memoria e Le carte di questa storia, cioè gli archivi, i libri e gli studi su cui si fonda il racconto.
Perfetto per chi ama:
le storie vere e i misteri d’Italia raccontati con rigore; la storia della Sicilia, della mafia e delle lotte contadine; i casi che le sentenze non hanno chiuso del tutto.
I Dossier di Francesco Ferretti sono la linea breve della collana di saggistica narrativa di Francesco Ferretti. Ogni Dossier racconta un solo caso vero, per intero, in un libro da leggere in una sera.
Avvertenza: il libro descrive episodi di violenza armata e di morte, in modo sobrio e senza dettagli espliciti.