Marzia Fabiana Vico - L'ultima crepa (2026 )

C'è un rumore che il corpo non dimentica mai, anche quando la mente ha imparato a farlo.
Enea è un restauratore di mobili antichi. Sa leggere il legno, sa dove nasconde le proprie ferite, sa quanta pressione può tollerare una venatura prima di cedere. Quello che non sa, quello che nessuno gli ha mai permesso di sapere, è perché le sue mani, entrando per la prima volta nel laboratorio di un padre che credeva morto prima della propria nascita, si muovano già con la sicurezza di chi è tornato a casa.
Rosa, sua sorella, lo aspetta sulla soglia. Undici anni chiusa in quella casa le hanno insegnato a occupare meno spazio possibile nell'aria e a custodire, in un quaderno mai mostrato a nessuno, la storia vera di ogni oggetto che vi si trova.
Quello che Enea scoprirà, capitolo dopo capitolo, non è soltanto la verità su un padre che nessuno gli ha mai lasciato conoscere. È qualcosa di molto più vicino, molto più scomodo: quanto a lungo un amore può deformarsi pur di non ammettere una perdita e quanto, di quella deformazione, si porta già dentro, senza saperlo, da sempre.
Un horror psicologico che non ha bisogno di mostri: gli basta una famiglia.