Giuseppe Vicari - Cronache del Macrocosmo: Il Codice Chronos (2026)

Ogni viaggio nel tempo ha un prezzo. Non in moneta: in pezzi di chi sei.
Marco Rinaldi ha lasciato i Carabinieri dopo un omicidio che i verbali hanno chiuso con una sola parola —
sconosciuti. Al Ministero dei Beni Culturali firma richieste per chiese vuote, un lavoro scelto apposta per non
sentire più il peso delle indagini insabbiate.
Finché un fascicolo senza protocollo lo trascina sotto Roma, dove un monsignore giace morto con una spirale
incisa sulla fronte — e il tempo, in quel punto esatto, ha smesso di essere affidabile.
Con Elena Ferretti e un dispositivo che non doveva esistere, Marco attraversa l’Italia delle crepe: i sotterranei di
Roma, la Biblioteca Laurenziana di Firenze, la laguna di Venezia, l’Arena di Verona, Torino, Napoli, Palermo.
Dietro ogni nodo temporale c’è chi vende i secondi, chi li chiude a chiave, e chi preferisce semplicemente non
sapere.
Ogni salto ha un costo: un ricordo, un dettaglio, un pezzo di sé che non torna più. Marco ed Elena imparano a
tenersi stretti agli unici ancoraggi rimasti — i nomi, ripetuti come un rito, prima che il tempo li porti via per
sempre.
Loro non firmano. E il Macrocosmo non perdona.
Un thriller che non parla di viaggi nel tempo — parla del prezzo che il tempo chiede quando smette di essere
lineare.