Enrico Volpato - né per amore, né per denaro, né per vendetta (2026)
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Ambientato nella Pontedera del 1978, tra la Casa del Popolo, il circolo delle bocce e una rete di rapporti in cui tutti sembrano conoscere tutti, Né per amore, né per denaro, né per vendetta è un giallo investigativo costruito sui dettagli, sulle contraddizioni e sulla memoria.
Quando Antonino “Ninetto” Farabollini viene trovato morto, il maresciallo Galli si trova davanti a una comunità nella quale tutti hanno visto qualcosa, tutti ricordano qualcosa e quasi nessuno ricorda esattamente la stessa cosa.
Galli è un investigatore paziente, apparentemente distratto, che preferisce ascoltare piuttosto che accusare. Procede senza intuizioni miracolose e senza scorciatoie: torna sulle stesse domande, confronta versioni, osserva reazioni e segue particolari che sembrano marginali.
Intorno al morto si muovono amicizie, favori, debiti e abitudini consolidate. E dentro quella piccola comunità ci sono anche Gigi e Ivana, una coppia costruita su un equilibrio particolare: lui ha bisogno di sentirsi importante, cercato, indispensabile; lei è più lucida, ordinata, abituata a osservare e a mantenere le cose sotto controllo.
Per Galli, indagare significa quindi non soltanto ricostruire orari e spostamenti, ma capire le persone: ciò che temono, ciò che vogliono proteggere, l’immagine che hanno di sé e il modo in cui la loro mentalità finisce per modificare perfino i ricordi.
Una telefonata, una macchina intravista nel buio, un debito, alcune sigarette, un’assenza troppo breve per essere notata, una frase ripetuta con troppa sicurezza: poco alla volta, ciò che sembrava confuso comincia a prendere forma.
Ma capire chi mente non basta. Perché alcune persone non stanno mentendo affatto: ricordano sinceramente qualcosa che forse non hanno mai visto.
E la verità emerge soltanto separando ciò che è accaduto da ciò che, col passare dei giorni, tutti hanno cominciato a credere sia accaduto.