Mona fa la donna delle pulizie e vive a Taos, in mezzo al polveroso deserto del New Mexico. Questa è di per sé una scelta infelice, ma ancor piú infelice è il fatto che si è trasferita lí per lasciarsi alle spalle una storia con quello che si suole definire «un soggettone» e ora, quando si imbatte in un altro rappresentante della categoria, ci ricasca con tutte le scarpe. Il Buio, il bel tenebroso dall'odore irresistibile («Puzza come una capra», dicono altri), è sposato con una cieca, e questa cieca è una cliente di Mona. Addio professionalità. È che Mona per i confini sfumati ha proprio un talento. Con Yoko e Yoko, i suoi spirituali vicini di casa, è passata dall'amicizia alla meditazione tantrica; con Lena e Paul, una coppia di ungheresi, dal rassettare al posare nuda su una pedana. Sono artisti, e lei pure, solo che anziché dipingere scatta foto. È un hobby segreto dai frutti bizzarri, ma chissà che, con gli agganci giusti, non possa diventare qualcosa di piú... Difficile guardare al futuro, però, quando indietro c'è ancora un passato da metabolizzare. Certe famiglie, d'altronde, sono quasi impossibili da digerire. Mona sospetta di appartenere a una lunga linea di balordi. Tornare a casa, dalla madre che anni prima l'ha sbolognata a una sconosciuta sulla costa opposta degli Stati Uniti e adesso l'ha invitata alla cerimonia di rinnovo delle sue promesse matrimoniali, sarà per lei andare incontro a un vero e proprio terremoto, con tutte le sue imprevedibili conseguenze.