Giovanni Agosti - Le rovine di Milano (2011)
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Questo breve feuilleton critico è frutto di esperienze dirette, rinuncia ai sentito dire e procede sul filo della cronologia, dagli anni Ottanta a oggi, con strumenti non diversi da quelli con cui si fa la storia delle epoche passate: gradino per gradino, quasi una discesa agli Inferi.La Milano di Gadda, Strehler, Testori, la Milano di Raffaele Mattioli che finanzia il censimento del patrimonio artistico della città, la Milano delle eccellenze internazionali della cultura oggi non esiste più. Quella Milano è solo un cumulo di rovine: le poche occasioni all’altezza dello splendore del passato si stagliano su un panorama desolante.Dalla favola di Brera – in attesa da quattro decenni di diventare “Grande” – alla disperante parabola di Palazzo Reale, dal PAC al CIMAC, al CASVA, fino al Museo del Novecento, Giovanni Agosti ripercorre con lucida e veemente passione civile trent’anni di decadenza: luoghi, istituzioni, personaggi e, soprattutto, crimini e misfatti di una cultura milanese che è lo specchio perfetto della cultura nazionale.”I nomi dei responsabili della situazione in cui ci troviamo io li so: spesso ne stilo gli elenchi, meccanicamente: qualcuno è morto e qualcuno è vivo, qualcuno ha agito male consapevolmente e qualcuno no; e c’è anche chi si è ravveduto in corso d’opera e ha cambiato cavallo.
