Sandro Gamba - Il mio basket (2013)
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Difficile immaginarsi che una storia che inizia con due pallottole nella mano destra possa essere una bella storia. E invece lo è. Ed è la lunga storia di Alessandro “Sandro” Gamba, giocatore di basket negli anni 50, gli anni in cui questo sport in Italia si chiamava solo pallacanestro. Dieci volte campione d’Italia, Gamba è stato capitano della nazionale ai Giochi olimpici di Roma 1960; nel 1965 diventa allenatore, e guida squadre come l’Olimpia Milano (10 scudetti in 13 anni), il Varese, il Torino e la Virtus Bologna. Insieme al giornalista Vanni Spinella ci racconta la sua vita nel libro “Il mio basket” (Baldini&Castoldi, Le Boe, 16,50 euro), uscito da poco per festeggiare i suoi ottant’anni. Quindi, dicevamo: capita di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. E’ il 25 aprile 1945, Milano, sparatoria tra fascisti e partigiani. Gamba è un ragazzino di 13 anni e sta giocando a calcio sotto casa, con i suoi amici. La sfortuna fa sì che si becchi due pallottole nella mano destra; la fortuna invece fa sì che un medico illuminato gli suggerisca di dedicarsi alla pallacanestro per riabilitare la sua povera mano, destinata all’amputazione. Mai scelta fu più azzeccata: Gamba diventa prima un bravo giocatore, ambidestro come pochi; poi sarà un ottimo allenatore, tanto che, nel 2006, entrerà di diritto nella Hall of Fame di basket americana, il maggior tributo cui un tecnico possa aspirare. Ma questo libro non è solo la biografia di una vita e una carriera sportiva. È anche una raccolta di aneddoti a volte buffi, a volte divertenti, spesso sorprendenti.
