Pippo Nasca – Antichi Miti e Leggende di Sicilia (2020)
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Pippo Nasca – Antichi Miti e Leggende di Sicilia (2020)
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Al tempo dei tempi, gli uomini s’inventarono degli idoli da adorare e, non avendo conoscenza del ripetersi dei fenomeni naturali, credevano che quest’ultimi fossero la manifestazione della loro potenza. Questa circostanza si verificò in ogni parte del mondo, abitato. In Grecia la tendenza a divinizzare la natura, dette luogo alla nascita dei Miti.Giocando di fantasia, i Greci immaginarono che l’universo si suddividesse in quattro parti: il Cielo, la Terra, il Mare e l’Oltretomba e a capo di ognuna posero una divinità che aveva in dipendenza altre divinità. Insomma crearono un regno soprannaturale che si ergeva al di sopra degli uomini, ma che somigliava alle loro abitudini. Nacque così la Cosmogonia, una parola complessa che spiega come avvenne la “nascita del mondo” e l’insediamento degli Dèi. Nonostante la fantasia e i super poteri degli Dèi, rispetto agli uomini, tutti dovevano sottostare ai dettami del FATO (Destino), ossia una legge universale che non consentiva di essere violata da chiunque. Cosa che così non è poiché – come ha spiegato Sant’Agostino, sommo dottore della Chiesa Cattolica – “L’uomo è stato creato da Dio libero di scegliere il bene o il male e che il suo destino altro non è che il frutto del suo operato nel mondo”. Partendo dal presupposto che a dominare l’universo, fosse Cronos (il Tempo) sposato con Gea (la Terra), i Greci antichi si inventarono che Giove limitasse il suo potere insediandosi al suo posto.Giove, nell’istituire il suo potere, si servì delle forze del bene (gli Dèi) sconfiggendo quelle del male (i Giganti). Per di più si circondò di una corte di collaboratori per amministrare l’Universo, di cui riteneva di esserne il padrone assoluto. Si sposò con Giunone e si riservò il potere del Cielo, che dominava dall’alto con i suoi fulmini e tuoni. Affidò il regno del Mare a Nettuno, quello della Terra a Cerere e quello dell’aldilà ad Plutone. Da questo fantastico apparato nascono i Miti, in altre parole le favole che raccontano le imprese degli Dèi, del loro modo di vivere, dei rapporti con il genere umano e la natura.È chiaro che gli antichi Greci, non avendo le cognizioni tecniche necessarie e non conoscendo le leggi che governano la Natura, a ogni fenomeno attribuirono l’intervento delle singole deità, arricchendo sempre più il mondo mitologico. A contribuire alla diffusione dei Miti furono gli Aedi, predicatori poetici ispirati. Il più famoso è Omero, autore dell’Iliade e dell’Odissea.Anche il mondo romano accettò la cultura pagana, e dette il suo contributo con tanti poeti, tra questi Virgilio, autore dell’Eneide, e Ovidio, autore delle Metamorfosi.Parlare dei Miti e delle Leggende che riguardano l’antico mondo greco in Sicilia, per me è stato facile, trattandosi di fatti fantastici, ormai cristallizzati nel tempo e limitati a una deter-minata epoca. Non ho la pretesa di elencarli tutti, di certo alcuni saranno sfuggiti, tuttavia accennerò a quei fatti che hanno maggiormente influito nell’immaginario collettivo del mondo siciliano, evidenziandone le Leggende, perché si tratta di leggende e non più miti.Ripercorrere gli antichi Miti e Leggende può solo giovare a ritrovare il vecchio mondo del sogno e della fiaba ed essere di stimolo alle nuove generazioni.
