Sandro Sechi – Gli occhi di Oriana (2012)
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Sandro Sechi – Gli occhi di Oriana (2012)
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Come tutte le mattine arrivai a casa di Oriana intorno alle nove con i giornali in mano. Dovetti suonare il campanello dal momento che Oriana mi aveva preso le chiavi di casa sua. Mi fece entrare e salimmo in cucina. Oriana iniziò a leggere il Corriere con la lente di ingrandimento. Ormai non mi voleva dare neppure la soddisfazione di leggerle i giornali. “Niente. Ancora non hanno scelto il nuovo Papa”-disse Oriana- e mi mandò ai piani di sotto per sistemare i cofanetti gialli della sua Trilogia nelle nuove librerie. Lei rimase in cucina. Dopo qualche ora sentii un urlo: “Sandroooo, Sandroooo, venga su di corsaaaa. Fumata biancaaaaa”. Ripresomi dallo choc dello spaventoso urlo, pensavo che fosse precipitata dalle scale, salii di corsa in cucina. Oriana stava in adorazione davanti alla televisione che mandava in sovraimpressione la scritta HABEMUS PAPAM. “Si sieda. Lei sta assistendo ad un evento storico, se ne rende contoooo”, “certo signora, pensi se eleggessero il cardinale di colore”, dissi stuzzicandola, “ma non dica bischerate. Devono eleggere Ratzinger. Io sono la nipote di una strega, per me faranno Ratzinger, gli ho anche mandato “L’Apocalisse” con un bel biglietto dove lo salutavo con affetto, è un mio amico, è troppo intelligente. E’ un rivoluzionario che odia la sinistra, proprio come me!!”
Dopo un’attesa di quasi un’ora con Oriana fissa davanti al televisore, finalmente si aprì la finestra del balcone da dove si sarebbe affacciato il nuovo Papa. I pesanti tendaggi rossi non si muovevano ancora. Oriana si mangiava le dita. Finalmente si vide una mano che spostava le tende rosse. Apparve il Cardinal Medina per dare l’annuncio. Oriana era in trepidazione, “non faccia scene isteriche eh!” disse a me che ero seduto tranquillo tranquillo, “scene isteriche!! Pensai e chi si muove!”
“Fratelli e sorelle” iniziò il Cardinale ripetendo in cinque lingue diverse quelle parole. Poi proseguì in latino: “Annuntio Vobis, Gaudio Magnum. Habemus Papam. Eminentissimum....reverendissimum dominum. Dominum Josephum. Sanctae Romanae Chiesae Cardinalem Ratzinger”.
“AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH” Oriana urlando come una posseduta si inginocchiò. “Oh Ratzinger, oh Ratzinger urlava alla maniera toscana che tanto mi ricordava Benigni.
