Luca Sommi - Una bella rivoluzione. 2 giugno 1946 (2026)
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Luca Sommi - Una bella rivoluzione. 2 giugno 1946 (2026)
Per comprendere il concetto di “democrazia” moderno bisogna partire da lontano, dalla parola utilizzata nell’antica Grecia: demokratia. È composta da due parole, demos, che vuol dire “popolo”, e da kratos, che vuol dire “potere”. Dunque in italiano potremmo tradurla con “potere del popolo”. Ma potere del popolo su chi? Ovvio, potere del popolo sul popolo. In prima istanza il popolo è governante, in seconda è governato. E qui, in questo spazio, diciamo in questa transizione di potere risiedono tutti i problemi della democrazia. Nel senso che la transizione di potere “dal” popolo “sul” popolo è strutturata su un impianto, diverso da democrazia a democrazia, che poggia le basi su una sorta di sorveglianza della transizione. Una “sorveglianza” che si chiama, appunto, democrazia. Questo significa che il referendum del 2 giugno 1946 segna, anche da questo punto di vista, una discontinuità profonda. Non solo perché decide la forma dello Stato, ma perché inaugura una fase nella quale il rapporto tra cittadini e voto cambia radicalmente. Il suffragio universale, la partecipazione femminile, il coinvolgimento di massa, la percezione diffusa della posta in gioco rendono quella consultazione qualcosa di molto più grande di una semplice prova elettorale. È l’inizio di un’altra storia politica.