Naomi Capll - Cannibali di ieri, cannibali di oggi. Nuovi serial killer, vecchi serial killer (2023)
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Naomi Capll - Cannibali di ieri, cannibali di oggi.
Nuovi serial killer, vecchi serial killer (2023)
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Un dato su cui riflettere: dei tanti casi documentati di cannibalismo nel corso della storia, pochissimi si riferiscono a donne. Uno dei più recenti e impressionanti è quello di Anna Zimmerman. Questa tedesca madre di due figli ha ucciso, smembrato, congelato e mangiato in famiglia il suo fidanzato, forse emulando la mantide religiosa che, dopo l'accoppiamento, divora il maschio. Oltre a questi casi chiaramente criminali, le cui motivazioni di natura aggressiva, sessuale e perfino rituale denotano il desiderio di mostrare potere sulla vittima, troviamo una forma di cannibalismo per molti più che giustificabile: la sopravvivenza. È nella memoria di tutti il caso degli uruguaiani che rimasero quasi due mesi e mezzo sulle Ande dopo che l'aereo su cui viaggiavano si schiantò su questa catena montuosa, una storia ripresa ancora una volta su pellicola. Opinioni per tutti i gusti. La necrofilia è un tipo di parafilia ed è ampiamente definito come avere rapporti sessuali con cadaveri. Ora, quando non vi è intenzione di uccidere per ottenere un cadavere al fine di soddisfare fantasie sessuali devianti, si parla di pseudonecrofilia. Un'ulteriore estensione della necrofilia può essere vista nel cannibalismo, che si trova sul continuum tra necrofilia e sadismo. Il consumo della vittima è la conferma definitiva della negazione da parte dell'autore del reato della minaccia percepita per una relazione umana. In questo modo, l'ingestione di sangue, organi e/o altre parti delle vittime, così come le intrusioni sessuali, siano essi rapporti sessuali o sodomia, sono atti che indicano tale fusione simbiotica. Nel cannibalismo c'è un'importanza simbolica dell'atto con uno scopo psicologico, un modo per ricordare sia l'omicidio che la vittima.
