Roberto Alajmo (a cura di) – Repertorio dei pazzi d’Italia (2012)
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Roberto Alajmo (a cura di) – Repertorio dei pazzi d’Italia (2012)
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Matti matti, mezzi matti e mattacchioni. Eccentrici, stravaganti e saggi alla rovescia. C’è chi urla, chi inveisce, chi canta, chi si traveste, chi chiede udienza, chi si limita ad aspettare Godot.Li vediamo vagare per le strade delle nostre città, alla fermata del tram, in piazza, al bar, sul sagrato della chiesa. Attraversano le nostre vite mentre tiriamo dritto per andare al lavoro. Spiazzano improvvisamente le nostre passeggiate domenicali gettando urla lancinanti.Uno, in tenuta da manager, cammina fingendo di parlare al telefono e ogni tanto grida ordini a qualche fantomatico sottoposto. Uno va a tutti i funerali, anche a quelli delle persone che non conosce, vestito di nero e con un mazzo di fiori in mano.Una esce di casa in sottoveste e veletta, portando sempre con sé una rivoltella. Uno indossa una tiara di cartone e recita omelie dal fi nestrino dell’autobus. Uno sostiene di essere il «progetto pilota» di una civiltà extraterrestre. Uno indossa solo una striscia di stoffa bianca, ha il volto scavato, i capelli lunghi e grigi: percorre silenzioso le vie del centro diretto al mare, anche in pieno inverno, seguito da un corteo di cani. È un nuovo Cristo?In questo Repertorio dei pazzi d’Italia, a cura di Roberto Alajmo, dieci tra i più importanti scrittori italiani raccontano le storie dei pazzi della loro città. Emerge un campionario di personaggi stralunati, da Trieste in giù. Ritratti fulminanti che – proprio come nella vita quotidiana – ci faranno indignare, a volte commuovere. E, forse, anche sorridere."Questo libro è scritto bene, ha un bel ritmo, ed è bello assistere all’alternarsi delle storie, degli stili. È bello passare dalla fredda Torino al mare di Trieste, passare per Bologna e scendere fino a Roma, per poi scendere sempre più a sud. Ma soprattutto, questo libro riesce a prendere il lato leggero di un problema serissimo come la follia, senza dimenticarne il lato serio, rispettoso, fragile e delicato."
