Sofia Cardella – Caterina ‘ntorontontò e altre storie della nonna (2020)
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Sofia Cardella – Caterina ‘ntorontontò e altre storie della nonna (2020)
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Ci sono storie che si tramandano di generazione in generazione. Questi racconti, in dialetto siciliano sono stati tramandati, modificati, adattati e personalizzati con il passare del tempo, per questo, nonostante alcuni riscontri tra le raccolte “nobili” e le novelle di Giuseppe Pitrè, rappresentano un patrimonio unico.
Ci raccontano di un mondo passato, di gente che vive in case strette nei cortili, di fontanelle nelle piazze,di giochi di parole e di inseguimenti, di gente semplice che si incontra affacciandosi al balcone, una sarta, un sacrestano, il mugnaio, di vicini litigiosi e di animali che vivono a stretto contatto con gli uomini, di abitudini scomparse e di tradizioni siciliane che con difficoltà sopravvivono, come la pupa di zucchero.
Ci riportano ad un mondo in cui una patata e un cece costituiscono una fortuna, lasciandoci addosso una infinita sensazione di nostalgia per una memoria che salva ciò che ritiene prezioso ma tende a perdere quello che è semplice eppure rappresenta il quotidiano delle persone, ci divertono per la vivacità delle rime e delle formule ripetitive, elementi tipici di tutte le narrazioni orali che si rispettino.
Ci parlano in una lingua quasi dimenticata, il dialetto palermitano, e la traduzione in italiano è funzionale alla comprensione da parte di chi con la lingua del nostro passato non ha molta confidenza…
In un tempo in cui lo storytelling e l’arte del racconto vengono applicati come strategia di comunicazione persuasiva, in ambito politico, economico ed aziendale, pedagogico e della formazione, dalla politica ai social, dai blog agli spot pubblicitari, anche se con con modi e finalità diversi, perché non recuperare una delle più antiche attività umane, il racconto?
Sono cambiati gli strumenti, web e blog hanno preso il posto degli aedi, dei bardi e dei cantastorie, ma non si può dimenticare che l’affabulazione è un’attività umana usata in tutte le epoche e in tutte le civiltà per spiegare, motivare e creare coinvolgimento emotivo e senso di appartenenza.
