Mietta Mizzi - Idolo (2026)

Mietta Mizzi - Idolo (2026)
Rocco e Daniele Guerra sono nati a pochi minuti di distanza. È quasi tutto ciò che hanno in comune.
A Villa Ortensia, nel cuore di Milano, crescono sotto lo stesso tetto e dentro la stessa storia familiare. Rocco è forza, istinto, bellezza, bisogno di imporsi. Daniele possiede una sensibilità diversa, capace di avvertire ciò che agli altri sfugge. Poi un incidente spezza l’infanzia e lascia tra i due una ferita che gli anni non riescono a cancellare.
Milano, anni Ottanta. Rocco sembra avere conquistato tutto: denaro, fascino, donne, automobili, successo nel mondo della moda e della pubblicità. Ha imparato a costruire la propria immagine con la stessa cura con cui si costruisce una campagna perfetta. Davanti allo specchio vede esattamente l’uomo che vuole essere. O che vuole far credere di essere.
Daniele, costretto su una sedia a rotelle, ha seguito la direzione opposta. Mentre il fratello cerca conferme nel mondo visibile, lui interroga i segni, le coincidenze, le presenze sottili che sembrano attraversare l’esistenza e quel confine incerto tra destino e libero arbitrio.
Quando nella vita di Rocco entra Samantha, una donna elegante, enigmatica e molto più grande di lui, l’equilibrio comincia lentamente a deformarsi. Il denaro prende strade impreviste, antiche inquietudini riemergono e ciò che sembrava soltanto desiderio di successo assume contorni sempre più oscuri. Intanto Rachele, madre dei gemelli e custode di una famiglia che credeva di conoscere, comprende che qualcosa sta sfuggendo al suo controllo.
Perché nessuno diventa davvero un idolo senza prima costruirsi un altare. E prima o poi arriva il momento in cui bisogna scoprire che cosa vi abbiamo sacrificato.