Ruggero Alfieri - Il barone del Narew (La pietra dell'Esilio Vol. 1) (2026)
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Settembre 1939. La guerra comincia, e un tenente delle SS di ventisei anni è già una leggenda.
Julius von Starkenfels ha un nome antico, un castello in Franconia ipotecato fino all’ultima pietra e quindici mesi di guerra di Spagna di cui non parla. Sul Narew, in Polonia, attraversa il fiume a nuoto nella notte e prende un ponte che nessuno poteva prendere. I giornali lo chiamano il barone del Narew. Un cappellano polacco giura di avergli visto fare cose che un uomo non dovrebbe fare.
La sera prima della guerra, nella tenuta di un vecchio generale prussiano ai confini della Polonia, Julius ha conosciuto la figlia del padrone di casa. Charlotte von Arnim ha diciannove anni, crede nella Germania come crede in Dio, e fra loro c’è tutto quello che separa una luterana di Prussia da un cattolico mezzo italiano, povero e con la Spagna addosso. Lui le ha promesso di tornare. Le lettere arrivano e si interrompono, attraverso un inverno di guerra, e attraverso tre libri.
Intanto sua madre, a Merano, ha trovato le lettere che il padre, morto in un incidente di caccia, si scambiava con Otto Rahn, lo studioso che cercava il Graal per Heinrich Himmler. Parlano della cappella di famiglia, costruita nel 1261 da un cavaliere tornato dalla terra dei catari, e di una lastra senza nome davanti all’altare.
Dalla Polonia all’Olanda, dalle montagne di Narvik agli uffici di Prinz-Albrecht-Straße, Julius combatte una guerra e ne nasconde un’altra. E nella cappella dove suo padre lo portò da bambino, una notte di Pasqua, potrebbe trovare quello che il Reichsführer cerca da anni, senza dirlo a nessuno.
Il barone del Narew nasce da una ricerca storica condotta fin nei dettagli più minuti. Ci sono i gradi e le mostrine dell’esercito delle SS e i loro corrispettivi nella Wehrmacht, le uniformi, le armi e i mezzi di ogni reparto: i Panzer davanti ai bunker di Mława, gli Junkers dei paracadutisti, la cicogna di Dietl sui fiordi. Ci sono i rituali della scuola ufficiali di Bad Tölz, i salotti di Berlino nell’estate della vittoria, la Merano divisa dalle Opzioni, la vita di un castello nobile in rovina nella Germania di quegli anni. Otto Rahn, l’Ahnenerbe, Wewelsburg e il calice di Montserrat sono esistiti davvero.
Il primo romanzo di una trilogia storica che racconta la caccia nazista al Graal dall’unico punto di vista che nessuno aveva ancora scelto: dall’interno.