Andrea Zinno - Il curatore (2026)

Ogni giorno centinaia di persone entrano a Villa Ada. Corrono. Passeggiano. Portano a spasso i cani. Attraversano i boschi. Si incontrano, si perdono, lasciano qualcosa dietro di sé. Quasi tutti, prima o poi, tornano a casa.
Qualcuno no.
Quando viene trovato il primo cadavere, Villa Ada è soltanto il luogo di un delitto. Quando ne viene trovato un altro, diventa qualcosa di diverso. Le vittime non sembrano conoscersi. I modi di uccidere cambiano. Non ci sono messaggi, rivendicazioni o macabre firme lasciate sulla scena. Nessuno sta sfidando la polizia.
Qualcuno però sta parlando. A modo suo. Bisogna soltanto capire che cosa stia cercando di dire.
Mentre l’indagine cerca un filo in grado di unire morti apparentemente lontane tra loro, il parco comincia lentamente a restituire una risposta. Nei suoi sentieri, negli edifici dimenticati, nella sua storia e perfino nelle vite di chi lo frequenta si nasconde una logica che all'inizio nessuno riesce a vedere.
Poi il disegno comincia lentamente a emergere e la domanda non è più soltanto chi stia uccidendo, ma chi sarà il prossimo. Perché qualcuno osserva Villa Ada da molto tempo. Conosce ciò che accade nei suoi boschi. Conosce chi la ama e chi la usa. Chi la rispetta e chi, almeno ai suoi occhi, le fa del male.
Ha guardato, aspettato e giudicato. Ora ha deciso che è arrivato il momento di agire.
Villa Ada non sarà la scena del crimine, ma la parte offesa. Lui non sarà un assassino, ma un curatore.
Quelli che cadranno sotto i suoi colpi non saranno vittime, ma colpevoli.